#Alfemminile – Stile e integrazione. La moda si fa solidale con le sartorie sociali

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di Giulia Polito

Stoffe, tessuti e colori assemblati da mani sapienti che dotate di filo e creatività danno vita a modelli originali e dalle finiture pregiate. Sono abiti e accessori che raccontano le
storie degli emarginati, delle donne in difficoltà, madri solitarie e silenziose che in pochi conoscono. Ma che lontano dagli scintillii, dai riflettori e dalle prestigiose passerelle milanesi hanno imparato a creare moda. E per le quali la moda ha rappresentato l’opportunità di una nuova vita. Così la sofferenza di una vita pesante si apre per lasciare spazio al bello che «può nascere da una sconfitta, un viaggio senza scarpe, un barcone in mare».

Ne è nata “Milano Moda per il Sociale”, un défilé e una mostra che hanno portato a Palazzo Morando i lavori e le storie di tre sartorie sociali, realtà di crescente importanza in Italia per la capacità di coniugare il mercato e la solidarietà.

Le tre protagoniste dell’iniziativa, promossa da Fondazione Bracco con il patrocinio della Camera Nazionale della Moda Italiana e del Comune di Milano, sono state Fiori all’Occhiello di Baranzate nata dal progetto “Oltre i margini”, Gelso di Torino e San Vittore di Milano. Tre realtà italiane che raccontano storie di integrazione attraverso itinerari fatti di tessuti unici e capi nuovi. L’occasione infine di mostrare l’altro volto della moda, che non bada al lusso ma alla ricchezza della diversità, che non guarda alla perfezione ma all’autenticità delle persone e che diventa buona opportunità per tutti.

@GiuliaPolito

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