#Copertina – Ripartire si può, ma assieme

Mondo

di Giovanna Melandri*

Sempre di più in Italia si parla di economia sociale come attore fondamentale dello sviluppo. E guardando in Europa lo scenario è del tutto simile, dove sono ben 11 milioni le persone che non solo si occupano, ma sempre più producono in modo solidale. Spesso, però, questo nuovo modo di approcciare il sistema economico si trova di fronte sfide complesse e non di rado è costretto a muoversi in territori inesplorati, dove il segno della recessione è ancora ben lontano dall’essere solo un ricordo del passato. Diviene, così, necessario dotarsi di strumenti che consentano di affrontare efficacemente i mutevoli assetti di contesto.

Muovendo da queste considerazioni la nostra Fondazione, sin dall’inizio del suo percorso si è prefissa di fornire competenze in grado di trasformare i futuri operatori dell’economia sociale, in attori in grado di gestire il cambiamento; non solo capaci di gestire progetti che generino benessere per le comunità, ma di creare e gestire modelli di business, sostenibili sia da un punto di vista economico che dei bisogni delle persone. Per farlo le connessioni con il mondo della cultura accademica hanno da sempre rappresentato un collegamento necessario. Un esempio applicato di questo approccio è la collaborazione ormai pluriennale della nostra fondazione con l’Università Cattolica con il Master EMSE, per dotare i professionisti delle imprese sociali di una “borsa strumenti” in grado di rispondere alle rinnovate esigenze del Terzo Settore, proprio nel momento in cui le Istituzioni si danno, dopo anni di attesa, il compito di regolamentarlo. Poiché l’apparente ripresa dell’economia, dovuta principalmente alla reazione positiva alla crisi di tutta l’area Euro, non può essere robusta e strutturale se non coinvolge l’intero tessuto produttivo, e difficilmente può essere consolidata, laddove non preveda programmi di inclusione di coloro che rischiano di rimanere esclusi dai processi redistributivi.

Da qui l’esigenza di concepire e veicolare nuovi strumenti che siano in grado di
trasformare le imprese sociali, non solo in attori del welfare pubblico, ma in realtà
in grado di produrre valore economico duraturo e scongiurare così lo spettro di
crisi contingenti e sistemiche.

* Presidente Human Foundation

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