#Editoriale – Sostiene Josè

di Luca Mattiucci

Sostiene Josè che i tempi in cui viviamo siano difficili, ma arrendersi è sbagliato. Che le pensioni d’oro sono un’offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere, perché altro non fanno che aumentare le disuguaglianze. Sostiene Josè poi che i sindacati con il passare degli anni siano diventati brutte copie dei partiti politici dimenticando la
dimensione “profetica” di chi è chiamato a difendere i lavoratori. E a chi lo incontra
ricorda che la parola “sindacato” viene dal greco syn-dike “giustizia insieme”.
Ma dov’è la giustizia se non si è insieme agli esclusi? Sostiene Josè poi che serva del tempo per l’ozio da trascorrere con i figli e la famiglia. Così come sostiene che i bambini, tutti, debbano avere il diritto allo studio perché è il loro buon lavoro.

Ne ha per tutti Josè, quando sostiene che i corrotti e i mafiosi devono essere messi al bando. I suoi occhi, minuti e dolci come quelli che solo un anziano misericordioso può possedere, emanano per percettibili secondi una luce quasi rabbiosa.Torna poi a parlare di popoli e sostiene che una visione europeista serve e che l’accoglienza è l’unica via.

Sostiene Josè, infine, che serve un patto sociale per il lavoro, che riduca le ore di chi si avvia alla pensione per creare spazi nuovi, perché è miope una società che obbliga intere generazioni ad un limbo dove si è costretti a vivere in un’economia di mercato anzichè in un’economia sociale. Perché è intorno al lavoro che si edifica una società giusta. Dove la competizione tra i lavoratori non trovi più spazio, per cedere il posto ad un’opera comune e condivisa che miri al benessere della collettività. Dove la meritocrazia la smetta di essere snaturata con il solo risultato di usarla come legittimazione etica delle disuguaglianze, dove il povero è colpevole della sua povertà. Cita l’articolo uno della Costituzione italiana e ti sorride benevolo, mentre ti mette sotto gli occhi l’evidenza imbarazzante della sua verità.

E tu sei lì e ti chiedi se magari qualcuno c’è pronto a imbastire un programma politico così. Sostiene Pereira che anche in una giornata così afosa tutto si può fare, basta averne la volontà. La stessa con la quale un gesuita di nome Josè sta cambiando la Chiesa.

@lucamattiucci

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