Con la filantropia nel Dna

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di DIANA BRACCO*

La filantropia è da sempre nel DNA della nostra azienda, che proprio quest’anno festeggia 90 anni. Un “prendersi cura” che contribuisce a dare un’anima all’impresa, stretta attorno a valori forti e condivisi. Mio padre Fulvio Bracco è stato infatti un pioniere nel campo di quella che oggi si chiama responsabilità sociale d’impresa. Già nel Dopoguerra, varò ad esempio delle borse di studio intitolate a sua madre “Nina Salata” che sono un po’ le “antenate” dei nostri progetti per i giovani. Per questo come Bracco abbiamo sempre sviluppato iniziative filantropiche e io sono stata la prima presidente di Sodalitas, la fondazione che rappresenta un ponte tra le aziende e il mondo del non profit in Italia.

Il concetto di filantropia si è via via allontanato dal mero concetto di “beneficenza” individuale, fine a se stessa, e si è esteso all’idea di “buona cittadinanza” dell’impresa, un soggetto che sempre più si fa carico delle comunità in cui opera. Fare impresa, fare filantropia, sono diventate facce della stessa medaglia. Un modo per tenere fede ai propri valori familiari e per restituire al territorio parte di ciò che si è ricevuto. Ma come dobbiamo intendere la filantropia oggi? Basta girare nelle nostre città per sapere che la parola chiave è sempre più integrazione: giovani e mondo del lavoro, centro e periferie,
stranieri e comunità.

Mai come adesso abbiamo bisogno di gettare ponti che sappiano unire la nostra comunità nel segno del rispetto, della cultura e della tolleranza. Anche a questo scopo nel 2010 è nata la Fondazione Bracco. Scienza, cultura e sociale sono i tre grandi ambiti di cui si occupa la Fondazione, combinando saperi, discipline, prospettive. All’interno di queste macroaree vengono realizzati progetti concreti ispirati ai valori che da sempre connotano il Gruppo Bracco, a iniziare dall’impegno nella ricerca e dall’attenzione verso la persona, con un focus particolare sul mondo femminile e quello giovanile, per il quale abbiamo creato già cinque anni fa il progetto “Diventerò”. Il progetto prevede borse di studio per i più meritevoli offrendo occasioni concrete e costruite sul talento del singolo. Un’iniziativa efficace che ha già coinvolto centinaia di ragazzi. È a tutto questo che penso quando dico che le aziende familiari hanno un’anima. Un’anima che trae linfa da solide radici e che vogliamo continuare a tramandare alle prossime generazioni.

* Presidente Gruppo Bracco e Fondazione Bracco

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