#Editoriale – Rallentiamo

Luca Mattiucci

Nel piccolo borgo di Sfruz in Val di Non, cima del Trentino Alto Adige vivono 334 abitanti. Di questi oltre sessanta sono bambini. Un rapporto di 1 a 5, impensabile per il resto d’Italia, e che ha spinto l’assessore Patrizia Poli ha far installare sulla via
principale del paesino un cartello tanto singolare quanto semplice “Attenzione, rallentare. In questo paese i bambini giocano per strada”. Sì, pare serva ribadirlo.

In una società che passa il proprio tempo inseguendo l’ultimo tablet o smartphone, dove i videogiochi hanno ridotto la capacità di sognare e immaginare, serve ribadire agli automobilisti che qui l’idea del gioco sopravvive al di là di ogni ragionevole dubbio: dal nascondino, alla palla avvelenata passando per l’acchiapparella fino alla campana.
Certo nessuno ha la pretesa di demonizzare la tecnologia, che pure serve. Ma l’abuso, quello no, non si spiega e non si giustifica.

“Rallentare”, recita il cartello e forse il monito non è solo per gli automobilisti. È per tutti, giovani e piccini, residenti a Sfruz o meno. Esortazione a ritrovare il tempo e i tempi giusti per ogni cosa ed anche quel senso di comunità che nel piccolo borgo non è mai andato fuori moda. Una chiesetta e le sue viuzze dove si resta fino alla maggiore età per poi assecondare quella innata necessità umana del viaggiare.

La differenza è che qui, dopo un po’, in molti tornano per restarci. Sarà l’aria, saranno le montagne, saranno magari quelle casette ben curate, ma soprattutto ci piace pensare che la colpa è di quel cartello che ciascuno a Sfruz aveva in mente già da tempo: rinunciare a correre per riprendersi parte di quel tempo che ci è stato rubato con l’inganno e la promessa di una tecnologia che ci avrebbe reso liberi. Senza accorgerci che liberi lo eravamo già e molto di più. Una scommessa? Provate da domani e per una settimana ad utilizzare un vecchio telefono che non contempli app e simili. Il risultato è certo, dopo la prima astinenza, ringrazierete il piccolo borgo di Sfruz.

@lucamattiucci

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