#Copertina – Quella trasparenza necessaria

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di Stefano Zamagni*

I recenti risultati pubblicati dal Giving Institute per la consueta classifica annuale sulla donatività relegano il Belpaese ad uno degli ultimi posti. Stando ai dati, noi italiani doniamo per una buona causa in media la metà degli inglesi e un quarto degli statunitensi. Ma davvero siamo più egoisti di altri? Che fine fa il nostro spirito solidale
tanto decantato quando si tratta di mettere mano al portafogli?

Le risposte potrebbero essere molteplici. La più credibile potrebbe riguardare la recente crisi economica, che di certo ha dato una stretta alla voglia di aiutare il prossimo. Ma la verità, che ci piaccia o no, osservando oltre confine quei paesi che hanno vissuto le medesime difficoltà, è che la causa, anche all’origine di una mancata crescita del sistema di fundraising, sia l’assenza in Italia di soggetti capaci di svolgere azioni di intermediazione filantropica. Ovvero soggetti capaci di garantire al donatore che le risorse andranno a finire esattamente nella direzione da lui desiderata o suggerita.

Come accade oltralpe con la Fondation de France, un ente che ha natura giuridica di Fondazione ma che fa da ponte tra chi vuole finanziare un’azione solidale e chi sarà chiamato a gestirla, garantendo in tutto il processo la trasparenza necessaria a che il donatore abbia la certezza che quelle risorse verranno utilizzate nel modo più efficace possibile. In Italia meno di tre anni fa decidemmo di sperimentare questo processo innovativo dando vita a Fi.Do. (Fondazione Italia per il dono onlus) con l’obiettivo di avviare un motore capace di catalizzare e promuovere risorse per progetti di utilità sociale. Ed un primo bilancio di questo progetto di moderna filantropia è certamente positivo. Ma per far sì che divenga una prassi consolidata su scala nazionale è necessario
che altri soggetti imbocchino questa strada.

Come nel caso delle Fondazioni di Comunità sparse a macchia di leopardo lungo lo Stivale, che grazie al rapporto con i territori riscuotono un elevato successo in termini di credibilità. Perché oggi non è più possibile pensare che qualcuno ci affidi le sue risorse senza garanzie di successo, come fin troppo spesso accade con gli sms solidali. La donazione qui riparte da un atto di fiducia dove la restituzione della spesa ne rappresenta il centro, sua diretta espressione concreta. “La virtù è più contagiosa del vizio, a condizione che venga fatta conoscere”, lo sosteneva Aristotele oltre 2300 anni fa e oggi è ancora nostra la colpa se ciò non è realtà.

* Economista

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