#InPrimoPiano – Lo Stato abbandona gli animali sequestrati e confiscati

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Le associazioni chiedono la tutela di oltre 27mila esemplari a “rischio”

di Gaia Pascucci

Animali rari e a rischio estinzione lasciati in mano ai loro contrabbandieri o agli zoo e circhi che li maltrattavano, ma anche animali domestici e di allevamento abbandonati per mancanza di centri di recupero. Accade ancora oggi in Italia dove gli animali sequestrati e
confiscati restano troppo spesso senza tutela. Sì perché anche se il codice penale e le direttive comunitarie prevedono chiari impegni dello Stato, che dovrebbe averne cura, non
sono mai stati tradotti in norme né in finanziamenti adeguati. A lanciare l’allarme nove associazioni firmatarie della “Carta di Roma per il recupero degli animali salvati non a fini di lucro”, che chiedono al Governo una strategia nazionale per il sostegno ai “santuari”
per la protezione degli esemplari salvati.

Le associazioni che hanno stilato la Carta (Enpa, Il Rifugio degli Asinelli, Italian Horse Protection, Lav, Legambiente, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Lipu-Birdlife Italia,
Rete dei santuari di animali liberi in Italia, Wwf Italia) sottolineano come il fenomeno sia cresciuto negli ultimi 10 anni facendo scoprire una crudeltà verso gli animali diffusa su tutto il territorio nazionale. I dati delle Procure della Repubblica indicano infatti che in Italia, solo per maltrattamento, nel 2013 sono stati aperti oltre 8.000 fascicoli, dai quali si
stimano non meno di 27mila animali sequestrati. Sempre nel 2013, i dati dei servizi veterinari delle aziende sanitarie stimano non meno di 25mila animali selvatici ricoverati.

«In alcuni casi, lo Stato ha preferito reimmettere, nel circuito commerciale dello sfruttamento, gli animali ad esso appena sottratti», denunciano i firmatari, portando come esempio il caso di animali sequestrati e dati ad altre aziende zootecniche per la
produzione. «Oppure – continuano le associazioni – casi di animali, che una volta posti sotto sequestro per assenza di strutture di accoglienza sono lasciati agli indagati».

@gaia_pascucci

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