#Editoriale – Il dovere della verità, il diritto di pensare

di Luca Mattiucci

Non più tardi di una settimana fa il signor Enzo Iacopino in un post su Facebook ha comunicato le sue dimissioni a lungo meditate da presidente dell’Ordine dei giornalisti
italiani. La notizia ha occupato colonnini “di cortesia” di molti giornali. E invece in quelle poche righe ci sta la storia recente del paese. Qui insiste una “strana idea di democrazia”, scrive Iacopino dove i pochi aspettano gli applausi condiscendenti dei molti, dove la battaglia per l’equo-compenso dei giornalisti Enzo l’ha persa perché “assassinata da fuoco amico”. Dignità e speranza cari colleghi dimenticatele, perché per voi l’equa misura è di 4.980 euro all’anno.

E un’informazione che viene pagata, (ma che dico?), affamata è il termine corretto, in questo modo non avrà bisogno di essere “comperata”, nasce già venduta. Come il resto della nostra società che cresce a pane e precariato. Ma quale coscienza critica può nascere da un popolo che insegue il suo tempo in lavori mal pagati? Quale ribellione sorgerà tra chi non ha il tempo di leggere, scrivere perché sempre preso ad inseguire spiccioli? Lettore caro, questa si chiama dittatura ed è delle peggiori. Il giornalismo è alfiere di democrazia e oggi il vostro alfiere è malato e agonizzante, armarsi diviene quindi necessario.

Ma non d’armi violente, no. Serve armarsi di libri, di cultura, serve armarsi di giornali. Scrivete alle redazioni che sui siti volete notizie e non l’ultima scosciata, scrivetegli di alzarsi dalle loro tronfie poltrone e costringeteli ad andare di nuovo in strada tra la gente a vedere la realtà. Montanelli diceva che il lettore è il padrone dei giornali, dimostratelo. Iniziamo con piccoli gesti quotidiani, impariamo a dire NO, a chi ci chiede di sfruttare i colleghi, a chi vuole toglierci la possibilità di vivere al di là del lavoro. Così facendo noi giornalisti riscopriremo quella frase che insisteva sulla porta di Enzo Iacopino “Il dovere della verità”, voi cari lettori ne riscoprirete un’altra: “Il diritto di pensare”. Costi quel che costi.

@Lucamattiucci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...