#InPrimoPiano -Il market distrutto dal sisma dona tutto quello che ha

Accade a Muccia, la scelta di Sergio per aiutare i concittadini

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Sergio Mancinelli abbraccia la sua famiglia

Paola Arosio

All’ombra dell’eremo del Beato Rizzerio, seguace di San Francesco, sorgeva il borgo di Muccia, le cui origini vengono fatte risalire all’epoca romana. Crocevia tra due valli appenniniche, era un luogo di sosta per gli antichi viandanti che, dopo essersi ristorati, proseguivano il cammino verso Foligno. Oggi, dopo il recente terremoto che ha colpito il Centro Italia, del paese non restano che ricordi seppelliti dalle macerie. La furia del sisma
ha scoperchiato le case, sventrato la scuola, divelto le botteghe. Molti edifici sono crollati come castelli di sabbia, mentre i vicoli e le strade traboccano di calcinacci e detriti. In questo scenario onirico e spettrale, su cui grava un’aria satura di surreale silenzio, c’è però chi, con un piccolo gesto di solidarietà, riesce a dissolvere le ombre più cupe.

È Sergio Mancinelli, 43 anni, una moglie, tre figli piccoli e il quarto in arrivo. Prima del disastro, trascorreva le giornate mandando avanti il piccolo negozio di alimentari di sua proprietà, unica fonte di reddito per la numerosa famiglia. Ora non gli resta che contemplare, con l’anima colma di un dolore profondo ma dignitoso, ciò che rimane dell’ingresso, dell’insegna, del bancone, degli scaffali. «Abbiamo perso tutto», dice, «ma anche agli abitanti di queste contrade non è rimasto nulla».

Così gli viene un’idea: svuotare il market e donare confezioni di riso e di pasta, biscotti in scatola, verdure sottovuoto, bottiglie di latte ai concittadini in difficoltà. Si mette all’opera con l’aiuto di alcuni volontari e, alcune ore più tardi, i container colmi di provviste sono pronti per essere caricati sui camion e consegnati alla mensa della zona, a cui si rivolgono persone di ogni età per ricevere un pasto caldo e un sorriso. E mentre la merce giunge a destinazione, un angelo del nostro tempo, con il volto smagrito e segnato dalla fatica, si lascia alle spalle, in un vicolo del centro, una parte del suo passato, sperando che la terra non tremi più.

 

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