#Editoriale – Crescere al Sud: si deve, si può!

Luca Mattiucci

Chi ci è nato, sa quanto è difficile. Più di chiunque altro, sa quanto sia vero che esiste una linea invisibile che taglia il Paese di netto. Italia a due velocità. Da una parte quella produttiva, sempre attenta ai suoi figli e dall’altra quella che resta indietro, che non ce la fa. Quanto dolore per chi quelle terre del Mezzogiorno le ama come si ama la propria casa.

La stessa dalla quale prima o poi ti devi separare se vuoi riuscire in qualcosa. L’eccellenza è altrove e se ci sei cresciuto, in questo Sud maltrattato, la voglia di metterti in movimento arriva dal ricordo degli occhi di quei bambini e di quegli adulti in cui sin da piccolo ti sei abituato a leggere la povertà e la resa di fronte ad un sistema politico che ha ridotto
in miseria ciò che ha incontrato. Il Sud per i suoi “sopravvissuti” è rimembranza, che pure serve. Ma anche resistenza mancata. Tornare qui è solo gesto di cortesia.

La spesa sociale per famiglie e minori in Calabria vale 8 euro, in Trentino 242 euro. Una disparità che porta il nome della dispersione scolastica, assenza di asili nido, luoghi di aggregazione. La politica dal canto suo si limita a rilanciare il solito ponte sullo Stretto o spacciare azioni di sostegno lavorativo a scadenza, al posto di infrastrutture e programmi
veri di inserimento al lavoro. Su tutto pesa l’assenza di una scuola capace di insegnare a pensare. Ma i giovani, si sa, a questa politica voti non ne portano.

Eppure, c’è un tessuto che pervade il Meridione e che continua la sua opera testarda. È fatto di persone che hanno ricostruito dalle macerie quelle reti di prossimità che il Nord prova ad imparare. Una di queste è giovane e si chiama Crescere al sud. Cinquantasei, e lo scrivo a lettere affinché resti impresso il numero di questi eroi normali, realtà non-profit si sono alleate per dire che cambiare si può. Cosa fanno? Pressione. Funziona? Ce lo auguriamo. La notizia è che per adesso sono gli unici assieme a pochi enti pubblici a scommettere sui giovani.

@lucamattiucci

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