InPrimoPiano – Mayra, l’angelo gentile che non dimentica la propria terra

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La rete di volontari che spedisce medicine in Venezuela

di Gianluca Testa

Gli occhi si fanno più grandi, iniziano a luccicare. E ancora una volta ci sono lacrime salate a rigarle il volto. Non è disperazione, non è dolore. È piuttosto un’emozione concentrata, densa, viscerale. Quando la mente si mette in equilibrio col cuore non ci sono cortocircuiti, nessun big bang emotivo.

Mayra Bardia, che ha lasciato il suo paese anni fa, a Milano ha costruito la sua famiglia felice. A poco più di quarant’anni può contare sull’affetto di suo marito e dei suoi due figli. Allora cos’è che la fa piangere? La risposta è semplice e disarmante: l’amore per gli altri. Per tutti gli altri. È arrivata in Italia dal Venezuela agli inizi degli anni duemila con una valigia pesante. Nel suo bagaglio così prezioso non c’erano solo abiti o ricordi di una vita passata. Con sé ha portato generosità, altruismo, tenacia.

La sua vita è declinata sui bisogni altrui. Questa piccola grande donna si fa carico di una responsabilità immensa: è al fianco dei poveri insieme alla Caritas, tende sempre una mano agli anziani vicini di casa, fa la babysitter ai figli degli amici. Senza pretendere un centesimo in cambio. Guai ad offrirle denaro, si offenderebbe.

La storia invisibile di questa donna si accende quando scopre che nel suo paese non ci sono medicine. Eccolo, il Venezuela: ci sono ospedali in cui i neonati vengono messi in scatole di cartone, nelle carceri i detenuti muoiono di fame, in farmacia si fanno ore di coda per poi tornare a casa con niente. Impossibile curarsi. E così Mayra inizia a darsi da fare. Raccoglie e spedisce medicine, aiutata da amici e parenti. Quella rete ora conta più di cinquanta volontari, lei è diventata referente in Italia del “Programa de Ayuda Humanitaria para Venezuela” e in un solo anno sono stati raccolti e consegnati più di 200 chili di farmaci. Chissà se gli angeli esistono davvero. Qualcuno è convinto di sì, e quell’angelo lo chiama Mayra.

@gitesta

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