#Editoriale – Costretti al silenzio

di Luca Mattiucci

Stavolta il lettore mi perdoni ma la notizia di positivo non ha nulla. Anzi, ancora una
volta ci hanno chiamato “bamboccioni”. E noi giovani, di nuovo, ci siamo offesi.
Di più, ci siamo sentiti feriti.

Sì, perché se guadagni poco più di mille euro al mese, lavori per quattro volte tanto e domande sulla pensione, sul mutuo e sul futuro hai smesso di fartene tempo fa, quell’appellativo suona così. Perché questa società, un under 40, lo mortifica di continuo e già a sufficienza, così come la politica che tiene più al voto facile e sicuro della old class. Lo fa non offrendogli un lavoro, perché siamo il paese degli anziani che non vogliono essere tali e continuano a lavorare grazie a reti di relazioni che li tengono ben saldi ai loro posti.

Ma sono diversi dall’impiegato dismesso di fantozziana memoria che addirittura paga l’azienda per continuare a operare in buie caverne ricavate sotto l’azienda.
No, i nostri anziani-dirigenti pretendono ancora la loro scrivania e i loro benefit. Tronfi palloni di vanagloria accecati dal potere. E non solo hanno gettato al vento l’idea di essere i mentori pro-bono di chi gli dovrà succedere prima o poi, perché altro non sono che sbiadite fotocopie del Conte Ugolino, ma responsabili di un sistema paese che sa solo affamare. E con questo pretesto tenerci al giogo del ricatto, che un lavoro altro non c’è. Che una strada altra non c’è:“Il sogno americano, caro mio per te non c’è”. Sopporta in silenzio.

Ma se ti fermi un attimo, tu, giornalista che sognavi una scrivania in redazione e invece hai
36 anni, 400 euro al mese e il terrore che spostino il caposervizio a cui piace il tuo
stile. E tu, giovane ingegnere che sognavi il tuo cantiere e al contrario hai 34 anni e
firmi progetti per poche centinaia di euro e devi anche dire grazie. No, entrambi
sapete che questa non è più gavetta, è solo sopravvivenza, forse. Ma su tutto, vi siete
accorti che questa old class affamandovi vi ha tolto la capacità di sognare. E ora per
loro siete solo “bamboccioni”.

Ma nessuno dimentichi che quando non si sogna si accumula energia, forza dirompente che trasla dall’irreale al reale la pretesa imposta a forza di costruire un sogno che si possa toccare. È marcia inesorabile che arriva dallo sfinimento. Lo stesso che muove i giovani migranti. E che questa vecchia Europa continua a credere di poter controllare senza accettare.

@lucamattiucci

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