#InPrimoPiano – Vende l’argento di Rio per salvare dal cancro un fan di tre anni

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La storia di Piotr, campione di solidarietà, lontano dai riflettori

di Gaia Pascucci

Le Olimpiadi sono finite, ma le storie di solidarietà che ha fatto nascere continuano lontano dai riflettori di Rio. è stato così per l’atleta polacco Piotr Malachowski, che nel lancio del disco è riuscito a portare a casa l’argento. Ambiva all’oro, come tutti i suoi avversari, ma aveva una ragione in più rispetto agli altri per conquistare il titolo iridato. Sì perché aveva promesso la medaglia ad un bambino di 3 anni, che lotta contro il cancro ad un occhio da due anni e la cui unica speranza è un costoso intervento possibile solo a New York.

La buona notizia questa volta è arrivata: l’argento è bastato ad aiutare il piccolo. Il trentatrenne campione del mondo ha annunciato su Facebook che aveva messo all’asta la medaglia al rientro in patria. «Ho combattuto per l’oro. Oggi sto invitando tutti a lottare
per qualcosa di ancora più prezioso» ha scritto Piotr sul suo profilo. Una fondazione polacca, la Siepomaga, aveva già raccolto circa un terzo dei circa 140.000 euro necessari per finanziare il trattamento del ragazzo alla clinica di oncologia oculistica Abramson a New York. E, con il suo post diventato in poco tempo virale, per la sua medaglia  Malachowski ha ricevuto offerte da tutto il mondo. Il discobolo ha deciso che la medaglia sarebbe andata a Dominika e Sebastian Kulczyk «per una somma che ci permette di completare la raccolta di fondi». I Kulczyks, imprenditori e investitori dell’alta finanza, i più ricchi in Polonia, hanno risposto generosamente all’appello di Piotr senza rivelare la donazione fatta.

«Insieme possiamo fare miracoli» ha commentato l’atleta ringraziando i fan. «La mia medaglia d’argento oggi vale molto di più di quanto non fosse solo una settimana fa. Vale la vita e la salute del piccolo Olek. Questo è il nostro grande, condiviso, successo». Malachowski, campione della solidarietà, ha dimostrato che le medaglie possono davvero servire, e tanto.

@gaia_pascucci

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