#Editoriale – Centro Italia, ecco il terremoto che avremmo voluto

di Luca Mattiucci

È il 24 agosto del 2016, sono le ore 3 e 36 minuti. Un terremoto di magnitudo 6.0 colpisce il Centro Italia. I Comuni più colpiti sono quelli di Amatrice e Accumoli, in provincia di Rieti, Arquata in provincia di Ascoli Piceno e la frazione di Pescara del Tronto. Altre scosse si sono poi susseguite per diverse settimane e la notizia ha fatto il giro del mondo.

A lasciare esterrefatti i media del globo il numero esiguo di vittime: solo due persone, di cui una deceduta pare per lo spavento. Gli edifici per circa l’80% hanno retto bene grazie ad un uso corretto degli incentivi per le ristrutturazioni antisismiche. Ad ogni modo, i soccorsi organizzati e coordinati dal Dipartimento di Protezione Civile hanno funzionato al meglio e in maniera tempestiva, grazie anche all’azione combinata con i Vigili del Fuoco (che, ricordiamolo, proprio pochi mesi fa hanno visto un aumento degli stipendi ad opera del Governo che ha riconosciuto la dedizione e i rischi a cui questi non si sottraggono mai).

Sul fronte politico, maggioranza e opposizione si sono strette in un silenzioso cordoglio comune. E le più alte istituzioni del Paese hanno assicurato che gli edifici e le strade danneggiate verranno ripristinati nel tempo record di tre mesi (i lavori sono già iniziati). I mutui sono stati azzerati.
Le associazioni non-profit hanno diramato comunicati in cui invitavano i cittadini a donare SOLO al numero solidale della Protezione Civile, spiegando di non aver attivato campagne di raccolte fondi proprie perché la maggior parte di esse non erano presenti nelle aree colpite. Artisti e grandi marchi hanno preferito donazioni private senza organizzare dispendiosi eventi pubblici. L’unico a pubblicizzare la donazione è stato Marck Zuckerberg di Facebook, che ha donato 500 mila euro in contanti alla CRI.
I media italiani, resisi conto dell’aumento delle vendite in edicola e dei click dovuti al racconto di quei momenti (si noti che nessun giornalista 
si è fatto prendere dallo sciacallaggio mediatico), hanno deciso all’unanimità di donare il ricavato pubblicitario del 24 agosto al Centro Italia. 

Le uniche due notizie vere sono:

1) Il lavoro eseguito dal Dipartimento di Protezione Civile, per il quale vanno ringraziati Fabrizio Curcio, Titti Postiglione e l’ex capo Franco Gabrielli che hanno fatto del Dipartimento un’eccellenza internazionale.

2) Che possiamo essere orgogliosi del Corpo dei Vigili del Fuoco, eroi di ogni giorno che
rischiano la vita per meno di 2000 euro al mese. In Europa la paga media è del doppio.
Ma loro non ce ne fanno biasimo, il loro inno recita così: “Salviam la vita agli altri il
resto conta poco”.

Per il resto siamo ancora qui, increduli, a piangere i nostri 294 morti. Solo macerie e
dolore. Con la certezza che non sarà l’ultimo che avremo provato.

@lucamattiucci

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