#InPrimoPiano – Quando i muri diventano quadri

di Alessandro Barba

“Ce vivo da sempre, da quanno so’ nato. Nessuno finora ve l’ha raccontato. De la poesia che c’ha sto quartiere”. Firmato ‘Er Pinto’. Due versi impressi a calce e colori su di un muro che costeggia uno dei quartieri di Roma, il Trullo.

Questa è la zona da cui dei re impostori, negli anni ’80, tentarono la presa della città a forza di malaffare. Di quel potere sconcio della “banda della Magliana” restano le ferite del degrado. Ma questa è solo la metà di una storia. L’altra racconta un quartiere affogato che risale per respirare a polmoni pieni.

Riemerge nel 2010 per urgenza di cultura. Er Bestia, Er Quercia, Er Pinto, Inumi Laconico, ‘A Gatta Morta, Marta der III lotto, Er Farco. Sette firme di ragazzi del quartiere, “metroromantici” si definiscono, che hanno dato il via al cambio di passo iniziando a usare i muri come quaderni. “Noi esistiamo per sporcare i passanti e i vicini del colore che ci è esploso dentro”, recita Inumi.

E quel colore,  quel modo di intendere il contagio evolve, dalle parole si è alle immagini. Arrivano in una notte di primavera del 2013. La mano è quella di Mario D’Amico, sessant’anni, chioma bianca e sguardo rivoluzionario. La sua vita passata è di quelle sul filo, è storia di combattente dipinta sul volto. Quella notte le sue armi sono acrilici e pennelli. In testa una sola idea «Dobbiamo fa’ quarcosa».

Agire, reagire. Spazza via svastiche e scarabocchi. Al loro posto rettangoli gialli, cerchi rosa e verdi. Esperimento d’arte astratta che fa svegliare il Trullo lontano dal grigiore.
Sorridono Mario e gli amici della notte, nel vedere che la gente si ferma, guarda e applaude. «Abbiamo iniziato a bussare alle case: noi veniamo stanotte a colorare», spiega il pittore. Adesso è la gente che cerca Mario perché vogliono tutto il quartiere a colori.

I pittori anonimi non prendono soldi eppure dipingono palazzi, panchine, scale e arredano aiuole, ora ben oltre il Trullo. Riqualificazione notturna che chiede solo un sorriso.

@ale_barba2016

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